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Perchè i bambini italiani non sanno l'inglese

È per così dire ormai assodato e di pubblico dominio che la conoscenza dell'inglese da parte degli italiani non è esattamente qualcosa di cui vantarsi.

L’aumento dei flussi turistici degli ultimi decenni in Europa ha consentito ad un sempre maggior numero di persone di rendersi conto di come ci si possa muovere con disinvoltura (chiedendo info in inglese) nelle capitali del Nord Europa, mentre in quelle dell’Europa Latina ed in particolare in Italia è difficile incontrare persone che parlano fluentemente l'inglese.

"Questo gap di competenze non risparmia neanche i nostri bambini"


I bambini italiani, come i loro genitori, parlano assai meno l'inglese rispetto ai coetanei soprattutto danesi, olandesi, norvegesi.

Ci sono cifre certe che purtroppo lo confermano come ad esempio il rapporto "EF EPI" basato su dati inerenti alla competenza linguistica, l’insegnamento scolastico e le implicazioni economiche della conoscenza dell’inglese in 70 paesi.


Altra fonte di sicura autorevolezza è il "KEY DATA ON TEACHING LANGUAGES AT SCHOOL IN EUROPE": una pubblicazione redatta dagli istituti di statistica europei in stretta collaborazione con la Commissione europea.

Leggendo ed approfondendo le rilevazioni di queste ricerche si evidenzia che:

Una migliore competenza in lingua inglese a livello personale è correlata a successo scolastico e professioni migliori in età adulta

• Una migliore competenza in lingua inglese è correlata a maggiori connessioni economiche, culturali e politiche con l’estero a livello di Paese

L’Italia è fanalino di coda in Europa (l’Epi indica la nostra posizione tra il 24 e il 28 posto su 70 Paesi) per la competenza in lingua inglese. 

La domanda più semplice da parsi potrebbe essere la seguente: 

I BAMBINI ITALIANI NON SANNO L'INGLESE PERCHE' LO STUDIANO PER POCHE ORE A SCUOLA?

Molti sostengono che i bambini italiani non sanno l'inglese perché la scuola dedica troppe poche ore a questa materia. Se così fosse saremmo a cavallo, la soluzione ed il rimedio per avere bambini con competenze linguistiche evolute sarebbe già pronta e servita: più ore di inglese a scuola! Ma non basta sono questo...


E' PER QUESTO CHE VI INVITIAMO AI NOSTRI:



Parleremo di Bilinguismo infantile con la Dott.ssa Alda Trifiletti e presenteremo l'offerta didattica della Scuola Bilingue di Lucca

Purtroppo le cose sono più complicate di così. Comparando i programmi scolastici, scopriamo una realtà scioccante:

ITALIANI E DANESI HANNO LO STESSO NUMERO DI ORE SETTIMANALI DI INGLESE A SCUOLA



Evidentemente non è nelle ore di inglese a scuola la ragione dei risultati così diversi tra i nostri bambini e quelli danesi.
   
La vera e grande differenza tra l'inglese in Italia e in Danimarca sta nell’approccio:

la Danimarca propone 

una didattica basata sul metodo comunicativo, anticipando (più che privilegiando) l’acquisizione orale della lingua rispetto all’apprendimento della grammatica e della letto-scrittura.

L’Italia sembra restare ancorata al metodo traduttivo e grammaticale.


Per imparare efficacemente le lingue, è assolutamente necessario adottare una modalità di apprendimento naturale, in linea con la modalità per cui il nostro cervello è programmato per imparare. 

Senza entrare nei dettagli (rimandando alla lettura del linguista S.Krashen), ciò che deve essere sottolineato è che siamo programmati per apprendere intuitivamente la lingua, e poi per analizzarla.

Il bambino piccolo prima impara i rudimenti della comunicazione, le parole e le frasi che sono necessari per esprimersi in italiano, chiedere, comunicare...dopo va a scuola e formalizza le regole.

La stessa cosa deve accadere con la lingua straniera: prima deve essere imparata oralmente, dopo può essere analizzata e formalizzata.

L'approccio per cui prima studio la regola, poi faccio l'esercizio, poi applico la regola nella conversazione si è dimostrato improduttivo. Purtroppo questo approccio obsoleto è ancora assai radicato in Italia. 

"I BAMBINI ITALIANI NON SANNO L'INGLESE PERCHE' L'INGLESE NON E' NELLE LORO VITE"
DARE LA COLPA SOLO ALLA SCUOLA, È COME SEMPRE RIDUTTIVO

I bambini italiani e i bambini danesi hanno livelli di inglese assai diversi perché i bambini danesi ascoltano da sempre e con continuità l'inglese, mentre i bambini italiani no.

Questa è forse la più potente delle differenze, perché l'esposizione continuativa alla lingua è una condicio sine qua non per impararla.

A parità di ore “scolastiche” come si genera questa grande differenza tra le ore di esposizione alla lingua dei piccoli danesi (moltissime) e quelle di cui beneficiano gli italiani (pochissime)?

I bambini e i giovani danesi sono esposti quotidianamente alla lingua inglese, tramite film e programmi televisivi in lingua originale (non tradotti). Fin dalla più tenera età, e con continuità nel corso della vita, i danesi hanno la possibilità di ascoltare l’inglese “vero”, fatto da madrelingua per madrelingua, non mediato da traduzioni.

Al contrario, grazie, in questo caso per colpa, del doppiaggio, il bambino italiano non si abitua ai suoni della lingua inglese e non si crea l’abitudine a usufruire di documenti originali in lingua.

Ci sono bambini che sanno come si dice "gatto" o "mucca", o moltissime parole in inglese, ma non sono in grado di usare queste parole, mettendole in una frase. Conoscono queste parole informa scritta, ma non le riconoscono in bocca ad un madrelingua. 


Non hanno l'inglese nelle orecchie, a causa di anni di insegnamento traduttivo.

Questo diventa ancora più marcato ed evidente con l’andare avanti della carriera scolastica: quanti ragazzi del liceo hanno letto Shakespeare, hanno fatto centinaia di test di grammatica ma non sanno parlare in modo fluido?


Se vogliamo che i nostri bambini imparino l'inglese dobbiamo esporli alla lingua il più possibile e continuativamente attraverso programmi tv in inglese, libri ecc; è necessario che vivano la lingua in modo normale.
Se un genitore ha un bimbo piccolo e vuole insegnargli l'inglese, il primo e migliore investimento che può fare è imparare l'inglese lui stesso, dimenticare la tv in italiano e fare entrare l'inglese nella propria casa, tutti i giorni.

I bambini che ascoltano materiali originali di qualità impareranno tutto più facilmente, grazie alla esposizione.


NATURALMENTE LA SOLA ESPOSIZIONE A CASA, PER QUANTO INDISPENSABILE E FACILITANTE, NON PUÒ DA SOLA DETERMINARE L’APPRENDIMENTO DELL'INGLESE. 

MIGLIORARE L'APPRENDIMENTO DELL'INGLESE ANCHE A SCUOLA? SI PUO' FARE CON UN APPROCCIO BILINGUE FIN DALLA SCUOLA MATERNA ED ELEMENTARE


L'immersione è una delle condizioni, ma non basta: è indispensabile che il bambino sia sottoposto a molti stimoli in lingua, ma è altrettanto necessario che siano attivati anche altri meccanismi, quali:

  • la motivazione ad imparare: il bambino deve avere una molla psicologica che lo spinga a desiderare di apprendere la lingua (i compagni di classe per esempio, altri bambini di madrelingua inglesi ecc..)
  • la corretta impostazione della lezione: deve essere piena di stimoli corretti per passare dalla comprensione all'utilizzo attivo
  • il monitoraggio: il bambino deve essere corretto mentre procede con i "tentativi ed errori"


Alla ENGLISH PRIMARY SCHOOL Il 50% delle ore di lezione vengono svolte da insegnanti madrelingua, aspetto fondamentale per una didattica che veramente migliori il livello linguistico dei bambini.

L’insegnante madrelingua è fondamentale perché:

  • Dà la possibilità di ascoltare i suoni originali e naturali della lingua: questo è fondamentale per sviluppare tutte le altre competenze. Con lo “stimolo madrelingua” il bambino allenerà la naturale capacità del cervello di comprendere gli input linguistici e, successivamente, parlare in lingua. 
  • Offre un'occasione di rinnovamento della didattica: la classe con il madrelingua porta naturalmente stimoli nuovi all’interno del sistema. La lezione di conversazione con un parlante nativo si articola necessariamente su un approccio diretto e non traduttivo, che rispecchia i dettami del “Natural Approach”. Una buona lezione di conversation si avvale ampiamente del body language, deve avvenire in un ambiente e modalità rilassata e non giudicante, deve riproporre modalità di apprendimento “per tentativi ed errori”
  • La lezione ludica con il madrelingua ed in generale la didattica bilingue è altamente motivante, per i bambini. La motivazione è il più efficace motore dell’apprendimento (anzi dell’acquisizione, ove per acquisizione si intende apprendimento permanente di abilità linguistiche). 


La mission della SCUOLA MATERNA IL CUCCIOLO  e della ENGLISH PRIMARY SCHOOL è quella di far crescere bambini senza quel gap linguistico che nel progredire della carriera scolastica diventa sempre più difficile da colmare


Imparare una lingua da piccoli tra gioco e creatività è un grande tesoro da donare ai bambini per quando saranno più grandi.


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"Se vogliamo che i nostri bambini imparino l'inglese dobbiamo esporli alla lingua il più possibile e continuativamente"





"I bambini italiani non sanno l'inglese perché l'inglese non è nelle loro vite"





"Non hanno l'inglese nelle orecchie, a causa di anni di insegnamento traduttivo"





L’insegnante madrelingua è fondamentale perché:
  • Dà la possibilità di ascoltare i suoni originali e naturali della lingua: questo è fondamentale per sviluppare tutte le altre competenze. Con lo “stimolo madrelingua” il bambino allenerà la naturale capacità del cervello di comprendere gli input linguistici e parlare in lingua.

  • Offre un'occasione di rinnovamento della didattica: la classe con il madrelingua porta naturalmente stimoli nuovi all’interno del sistema.  

  • La lezione ludica con il madrelingua ed in generale la didattica bilingue è altamente motivante, per i bambini. La motivazione è il più efficace motore dell’apprendimento.

"Migliorare l'apprendimento dell'inglese anche a scuola? si puo' fare con un approccio bilingue fin dalla scuola materna ed elementare"


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