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Ambientamento

Il Nido costituisce quasi sempre il primo distacco tra il bambino e la sua famiglia. L’inserimento in un ambiente nuovo, pieno di nuovi stimoli in cui sono presenti altri bambini e adulti non conosciuti, è una situazione che attiva il legame tra il bambino e i suoi genitori mettendone in evidenza le caratteristiche di maggiore o minore sicurezza, maggiore minore ansia. Questo passaggio si intreccia fortemente con la precedente esperienza vissuta dal bambino all’interno del contesto familiare e non può prescindere da una visione della teoria dell’attaccamento che sostiene “quanto i bambini siano predisposti a formare più di una relazione significativa con adulti con i quali hanno avuto contatti regolari”, ne deriva l’impegno riposto dal Servizio nel garantire una stabilità del contesto relazionale e delle educatrici, che accompagnano i bambini lungo il loro percorso di crescita.


Accogliere un bambino al Nido significa, secondo la nostra impostazione pedagogica, mettere in atto particolari strategie tra Nido stesso e famiglia, capaci di modulare gradualmente la separazione del bambino dal proprio ambiente di vita e di mantenere in contemporanea la continuità con l’esperienza precedentemente maturata. La nostra equipe educativa intende soddisfare il bisogno del bambino di elaborare il senso di continuità, inteso come collegamento tra “prima” e “dopo”, ovvero tra eventi che cambiano.


Prima dell’ambientamento è previsto un colloquio preliminare con la famiglia, per creare una rete di rapporti in grado di favorire un approccio di conoscenza reciproca. Questa rete di rapporti viene successivamente consolidata attraverso strategie volte alla costruzione di una fiducia reciproca e alle creazione di un clima di coinvolgimento comune, ovvero una maggiore fluidità colloquiale, la presenza del genitore al nido, assieme al bambino, per i primi giorni di ambientamento, la figura dell’educatrice di riferimento, quale interlocutrice privilegiata e mediatore dell’esperienza di transizione e la gradualità della presenza del bambino al Nido, allungando di settimana in settimana il proprio orario, quale ulteriore modalità di modulazione dell’ansia sia del bambino che della mamma; quest’ultima strategia viene utilizzata anche per il reinserimento dei bambini da un anno all’altro.


Le Routine

La strutturazione della giornata dei bambini al Cucciolo passa attraverso le routine, ovvero tutti quei momenti che si ripetono quotidianamente sempre uguali o simili e che scandiscono in maniera regolare la giornata del bambino:
il saluto del mattino, il pasto, il cambio, il sonno, ed il ricongiungimento serale con il genitore. Le routine potrebbero far pensare a frazioni della giornata infantile od ad interruzioni obbligate che coinvolgono adulto e bambino. Al contrario le routine rappresentano le più importanti "attività” del nido in quanto costituiscono momenti ed esperienze particolarmente significative per il bambino, vere e proprie occasioni di apprendimento.

Le routine si contraddistinguono per il loro ciclico ripetersi ed essere facilmente riconoscibili e prevedibili. Scandendo il ritmo della giornata esse consentono l’acquisizione di abitudini regolari e ordinate assicurando a ciascun bambino condizioni di benessere di base e facilitando in lui l’acquisizione del senso del tempo e della continuità dell’esperienza.

La ripetitività delle routine non deve far dimenticare che si tratta di momenti in un percorso di crescita che va osservato, monitorato, modificato e sviluppato tenendo conto dei progressi del bambino e della sua precedente e parallela esperienza familiare.

Al momento del primo inserimento e in seguito ogni giorno nella prima accoglienza quotidiana, al bambino è lasciato il tempo necessario per staccarsi spontaneamente dalla mamma, esplorare l’ambiente, azzardare la prima partecipazione alle attività, prima come osservatore, poi in modo più attivo.

L’educatrice attraverso un’organizzazione dello spazio dell’accoglienza volta a favorire la curiosità con proposte attraenti e variegate (ad esempio il cesto dei tesori) ed il metodo dell’osservazione, individua il momento più adeguato per intervenire nella fase del distacco, sostenendo i bambini nella sperimentazione della convivenza e della condivisione, fino ad interagire tra di loro (considerata l’effettiva entrata al Nido).