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Domande e F.A.Q.

Perchè crescre un bambino bilingue

In una società multiculturale come quella in cui viviamo, è sempre più frequente che esistano famiglie in cui i genitori parlano due lingue diverse (es. padre italiano, madre rumena) oppure famiglie in cui entrambi i genitori parlano la stessa lingua, ma vivono all’interno di una comunità nella quale la lingua parlata dalla maggioranza delle persone è un’altra (es. famiglia araba in Italia). In questo caso, è perfettamente naturale che i genitori da un lato sentano il desiderio di crescere i figli anche con la propria lingua, oltre all’italiano, ma dall’altro temano che questa decisione possa influire negativamente sull’apprendimento dell’italiano del bambino e sul suo sviluppo cognitivo generale.


Queste preoccupazioni sono infondate: recenti studi condotti in campo internazionale hanno dimostrato che il bilinguismo rappresenta una RISORSA importantissima per il bambino, fornendo benefici sia culturali che linguistici.


DAL PUNTO DI VISTA CULTURALE il bilinguismo rappresenta una ricchezza poiché permette al bambino di confrontarsi con due lingue e quindi con due culture diverse, imparando una maggiore tolleranza anche verso le altre culture. Saper comunicare in due lingue può fornire inoltre un indubbio vantaggio sul mondo del lavoro.


DAL PUNTO DI VISTA COGNITIVO il bilinguismo ha effetti positivi sia linguistici che non linguistici. A livello linguistico, conoscere più di una lingua permette al bambino di avere maggiore consapevolezza sulla struttura e il funzionamento delle lingue, avvantaggiandolo quindi rispetto ai coetanei monolingui nell’analisi metalinguistica e nell’apprendimento di altre lingue. A livello non-linguistico, inoltre, si è notato che il bilinguismo ha effetti molto positivi anche sull’attenzione: i bilingui, infatti, sono avvantaggiati nelle situazioni che richiedono una buona attenzione selettiva, ovvero una capacità di concentrarsi sulle informazioni rilevanti e di inibire quelle non rilevanti, come capita quando si devono gestire più compiti contemporaneamente o si deve passare velocemente da un compito all’altro.



È necessario che i genitori conoscano l’inglese? E se lo conoscono, è opportuno che essi lo parlino con il bambino, una volta che hanno deciso di iscriverlo ad una scuola come la nostra?

Non è necessario.


Quanto tempo ci vuole prima che mio figlio/a diventi bilingue?

Studi hanno dimostrato che non c’e’ un tempo stabilito entro quale un bambino diventi bilingue; ciò dipende da diversi fattori e caratteristiche personali. Studi dimostrano che nei programmi bilingue gli studenti sviluppino le competenze verbali entro i primi due anni di frequenza mentre ci vogliono dai 4 ai 7 anni per sviluppare competenze linguistiche accademiche nella seconda lingua. Ci sono diverse fasi per l’acquisizione di una seconda lingua e queste devono essere rispettate.


Che cosa succede se mio figlio/a non capisce la lingua dell’insegnante o dei suoi compagni?

Nessuna pressione è mai fatta su un bambino/a a scopo di rendimento. Si usano sussidi visivi, supporto di gruppo, linguaggio del corpo e molte altre strategie appropriate per facilitare la comunicazione e l’apprendimento. Cerchiamo di essere consapevoli che la lingua non diventi un’ ostacolo nella formazione delle relazioni sociali tra studenti, tra bambino e adulto o che impedisca al bambino di imparare.


Potrebbe mio figlio/a confondersi mescolando le lingue?

Questo è un mito; I bambini a volte mischiano le lingue ma ciò va affrontato come una fase naturale dello sviluppo della seconda lingua che scomparirà con il tempo. Nelle prime fasi dello sviluppo della seconda lingua è importante che il bambino abbia dei modelli sani da parte dell’ adulto. Se gli adulti mischiano le lingue quando parlano ai bambini, allora loro imiteranno questo modello. Se gli adulti interagiscono con il bambino in una lingua di cui no hanno la piena padronanza allora anche i bambini impareranno a parlare come loro.


In che modo sono separate le due lingue durante le lezioni di tutti i giorni?

Con il metodo d’insegnamento di un insegnante per lingua Tramite contesti ben definiti; alcune attività/lezioni/materie vengono svolti in una o l’atra lingua Ambiente scolastico: in classe le scritte in due lingue sono codificate con colori diversi.


Come e in che lingua mio figlio/a si relazionerà ai suoi compagni? E ai suoi insegnanti?

E’ naturale che, nella prima fase di acquisizione, il bambino cercherá di relazionersi a entrambe compagni e insegnanti nella sua lingua madre; visto l’impatto che il poter relazionarsi con gli altri possa avere sull’apprendimento della seconda lingua noi rispettiamo e incoraggiamo l’uso della madre lingua da parte dei bambini nei primi tempi dell’apprendimento.


Come potrò incoraggiare lo sviluppo della seconda lingua di mio figlio/a o aiutarlo/a con i compiti se non parlo la lingua?

Non c’e’ bisogno di sapere la lingua per incoraggiare l’apprendimento di tuo figlio/a! Condividi questa esperienza parlandone, invitando tuo figlio/a a insegnarti alcune parole della nuova lingua, a leggerti una storia oppure cantarti una canzone! Invita compagni di scuola a casa e partecipi se possibile nella vita scolastica. I bambini più grandi che potrebbero portare del lavoro a casa, dovrebbero essere in grado a svolgerlo in modo autonomo, altrimenti parlatene con l’insegnante di vostro figlio/a. Ciò vi darebbe l’opportunità di poter fare una ricerca insieme sull’unitá di studio in modo da rinforzare la propria lingua madre in quell’area del curriculum.


Io parlo entrambe Inglese/Italiano; aiuterei lo sviluppo della seconda lingua di mio figlio se cambiassi lingua e cominciassi a parlargli/le in Inglese/Italiano?

La risposta è sicuramente NOOOO!!!Tuo figlio/a ha legato con te nella lingua che gli/le hai parlato sin dalla nascita. C’e’ testimonianza di ricerca che dimostra che ciò può causare problemi psicologici. Quindi non ne vale la pena! Ci sono altri modi per aumentare l’esposizione alla seconda lingua al di fuori della scuola e ciò può avvenire ascoltando la musica, guardando i film, viaggiando e stringendo delle amicizie con persone che parlano questa lingua.


Come faccio a sapere che mio figlio/a sta’ facendo progressi?

Riceverai riscontri dai suoi insegnanti. Osserva tuo figlio/a e il cambiamento di comportamento (spesso i bambini piccoli cominciano a parlare con i loro giocattoli nella nuova lingua acquisita; lo fanno anche con i loro fratelli/sorelle quando giocano da soli).


Come posso essere sicuro che a mio figlio/a non si creino delle carenze o che non rimanga indietro nel suo rendimento scolastico o linguistico, quando a confronto con i suoi compagni monolingui?

Assolutamente questi confronti sono da evitare all’inizio; l’acquisizione di una seconda lingua, come del resto altri tipi di apprendimento, è un processo e ci vuole del tempo; ogni bambino/a fa’ progressi in modo diverso; a meno che vostro figlio/a non abbia delle difficoltá di apprendimento, imparare una seconda lingua non lo/la tratterrà nell’apprendimento linguistico o accademico. Diversi studi hanno dimostrato che i bambini bilingui tendono a superare i loro compagni monolingui sia accademicamente che linguisticamente. (V.Collier & Wayne Thomas 1988)


Quando chiedo a mio figlio/a di dirmi i colori in inglese, mi risponde che non lo sa; però sta frequentando questa scuola da ormai tre anni. Mi sembra che non stia imparando…

L’apprendimento linguistico, come ogni altro tipo di apprendimento fa parte di un contesto; I bambini collegano l’esperienza di apprendere una nuova lingua alla scuola e agli adulti che la parlano; chiedendo loro di usarla in un contesto a loro non naturale può creare scoraggiamento nei bambini e in alcuni casi possono rispondere “Non lo so” o completamente “chiudersi in se stessi”. Si consiglia ai genitori di non mettere i bambini sotto pressione o di interrogarli in una lingua non usata nell’ambito familiare.


Qual è la differenza tra una scuola bilingue e una internazionale?

Le scuole internazionali sono scuole monolingue che seguono il modello del loro paese. Nel nostro caso, la scuola osserva un bilinguismo "completo" italiano/inglese e segue il programma vigente in Italia.

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