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I Vantaggi del Bilinguismo

E’ importante avere una corretta informazione sui fatti del bilinguismo: capire quali sono i pregiudizi comuni nei confronti del bilinguismo, quali sono i vantaggi che esso invece comporta per il cervello del bambino bilingue.


Crescere con due lingue viene ancora considerato fuori dalla norma nelle nostre società, e il bilinguismo è spesso circondato da pregiudizi e disinformazione.


Molti credono ancora che imparare due lingue richieda uno sforzo cognitivo per il cervello del bambino piccolo, o che due lingue tolgano spazio e risorse allo sviluppo cognitivo generale.

Queste opinioni sono spesso alla radice delle decisioni prese dalle famiglie e quindi finiscono per influenzare la vita stessa dei bambini che avrebbero l’opportunità di crescere bilingui.


Molti genitori, pur volendo che i loro figli parlino due lingue, sentono dire che l’esposizione a due lingue causa problemi e quindi accantonano il progetto del bilinguismo ancor prima di averlo veramente sperimentato; oppure decidono che sia meglio aspettare per parlare una delle lingue fino a quando la prima lingua si è ‘stabilizzata’, per poi scoprire con amarezza che è troppo tardi, o troppo difficile, introdurre la seconda lingua.






A questi pregiudizi negativi nei confronti del bilinguismo a volte si contrappongono idee di segno opposto, ma anch’esse dovute a mancanza di informazione: ad esempio, la convinzione che il bilinguismo sia la conseguenza spontanea ed inevitabile del fatto che i genitori parlano due lingue diverse. Le famiglie potrebbero così credere che basti parlare ognuno nella propria lingua, magari un’ora al giorno, per garantire lo sviluppo bilingue, salvo poi accorgersi che il bambino non parla la lingua minoritaria.


La ricerca recente sul cervello bilingue ha contribuito non solo a sfatare i pregiudizi negativi sul bilinguismo, ma anche a dimostrare che lo sviluppo bilingue nei bambini comporta molto di più della conoscenza di due lingue: in aggiunta a benefici ben noti, come l’accesso a due culture, la maggiore tolleranza verso le altre culture, e gli indubbi futuri vantaggi sul mercato del lavoro, il bilinguismo conferisce benefici molto meno conosciuti, ma forse anche più importanti, sul modo di pensare e agire in diverse situazioni.

Per comprendere questi effetti del bilinguismo bisogna innanzitutto partire dal presupposto che il cervello è perfettamente in grado di ‘gestire’ due o più lingue simultaneamente fin dalla nascita.


Basta pensare che in molti paesi, anche europei, è perfettamente normale crescere multilingui, e semmai è il monolinguismo a rappresentare l’eccezione.


Il bilinguismo infantile è diverso dall’apprendimento di una seconda lingua in età adulta: è un processo spontaneo che ha luogo se il bambino ha abbastanza opportunità di sentire le lingue e sufficiente motivazione ad usarle.

Inoltre, la conoscenza intuitiva della struttura delle lingue avvantaggia i bambini bilingui nell’apprendimento di una terza o quarta lingua, come viene spesso osservato sia dalle famiglie che dagli insegnanti.


I benefici cognitivi più generali, e meno conosciuti, del bilinguismo, riguardano il controllo sull’attenzione. La ricerca ha dimostrato che i bilingui sono di solito avvantaggiati, rispetto ai coetanei monolingui, nel passaggio rapido da un compito ad un altro quando entrambi i compiti richiedono attenzione selettiva e capacità di ignorare fattori interferenti. Le differenze tra monolingui e bilingui persistono in età adulta e sono state riscontrate anche negli adulti che sono cresciuti con due lingue dall’infanzia.


E’ importante sapere che avere i genitori che parlano lingue diverse non garantisce, di per se stesso, il bilinguismo: i bambini hanno bisogno di sentir parlare entrambe le lingue in misura sufficiente. Se è vero che tutti i bambini imparano una lingua in condizioni normali, per impararne due essi hanno bisogno di frequenti opportunità di uso, tramite rapporti interpersonali anzitutto, ma anche tramite libri, video, giochi, e altri materiali che possano essere non solo una fonte di input ma anche un incentivo per il bambino a parlare la lingua. Non esiste un singolo metodo che funziona per tutti: il cosiddetto metodo ‘un genitore-una lingua’, forse il più conosciuto, non è l’unico che possa essere adottato perchè ve ne sono altri che si adattano meglio ad altre famiglie. Qualsiasi metodo funziona se riesce a fornire abbastanza input in entrambe le lingue, in situazioni in cui le lingue vengono valorizzate e il bambino si sente motivato ad usarle.

Lo sviluppo bilingue nei bambini
Comporta molto di più della conoscenza di due lingue: in aggiunta a benefici ben noti, come l’accesso a due culture, la maggiore tolleranza verso le altre culture, e gli indubbi futuri vantaggi sul mercato del lavoro, il bilinguismo conferisce benefici molto meno conosciuti, ma forse anche più importanti, sul modo di pensare e agire in diverse situazioni.

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